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Rotonda della Besana
Quest’area è principalmente caratterizzata da Piazza delle Cinque Giornate, piazza in cui si trova il monumento in memoria dell’insurrezione anti-austriaca del 1848, opera di Giuseppe Grandi. I personaggi ivi rappresentati simboleggiano le Cinque Giornate della rivolta ed i caduti delal rivolta sono sepolti nella cripta al di sotto. Le Cinque Giornate di Milano (dal 18 al 22 Marzo del 1848) furono i giorni in cui si verificarono sanguinosi scontri tra la popolazione Milanese e le truppe austriache guidate dal violento maresciallo Radetzky e diedero inizio alla ribellione del 1848 del nord Italia che permise la cacciata austriaca dalla città. La tensione fra gli invasori austriaci e i cittadini montò per mesi prima di arrivare alla rivolta. Nel settembre del 1847 la polizia sparò contro la folla che inneggiava al nuovo arcivescovo Ramilli e a Papa Pio IX, provocando sessanta feriti ed un decesso

Piazza Cinque Giornate
Nel gennaio del 1848 i Milanesi smisero di fumare tabacco, importante risorsa dello Stato. Il Maresciallo Radetzky ordinò ai suoi soldati di fumare grandi sigari per le strade e questa provocazione indignò la popolazione inducendo le truppe ad uccidere 6 milanesi ed a ferirne cinquanta. La rinuncia di Metternich alla visita a Milano del 17 Marzo e le notizie delle insurrezioni Viennesi diedero speranza e crearono fermento politico. Un gruppo di giovani repubblicani radicali organizzarono una manifestazione chiedendo libertà di stampa, la costituzione di una guardia civile e la convocazione di un’assemblea nazionale. Il 18 Marzo, un gruppo di 10.000 persone, alcune armate, invase il palazzo del governo, uccise una guardia e costrinse il vice governatore ad accettare le loro richieste politiche. Radetzky a quel punto, ordinò alle sue truppe di riappropriarsi del palazzo del governo causando uno scontro cruento. L’insurrezione nacque spontaneamente in tutta Milano, vennero erette centinaia di barricate, si dice fossero 1.600 la mattina del 19 Marzo. Utilizzarono pianoforti, divani, e quant’altro pur d’impedire agli austiaci di riappropriarsi della città. Il combattimento si svolse in svariate battaglie che videro i milanesi in vantaggio, grazie all’appropriazione delle armi dei nemici. Nonostante tutta la popolazione milanese supportò la rivolta, la battaglia vide cadere ben 409 persone.

Largo Marinai d'Italia
Il 20 Marzo un gruppo repubblicano guidato da Carlo Cattaneo e da Enrico Cernuschi (mente strategica dell’insurrezione), creò un concilio di guerra per coordinare e dirigere le operazioni militari. Il concilio stimolò la Podestà di Milano, il conte Gabrio Casati, ed altri aristocratici moderati, ad istituire un governo provvisorio (22 Marzo). Casati ed i suoi colleghi mandarono una rappresentanza di questo governo a Torino per convincere Carlo Alberto non solo a cacciare gli austriaci da Milano ma anche a proclamare una repubblica democratica. Con la formazione del governo provvisorio, Cattaneo sciolse il concilio di guerra facendolo diventare una nuova commissione nella quale si stabilì un nuovo governo. Chiaramente i repubblicani ed i democratici che portarono alla vittoria i milanesi furono esclusi politicamente dall’aristocrazia moderata e dovettero accettare una posizione subordinata. In ogni caso, il 22 Marzo del 1848, il Maresciallo Radetzky fu obbligato a lasciare Milano
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